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La differenza tra mercati azionari e mercati obbligazionari

Tempo di lettura 7′

Ieri sera guardavo le quotazioni delle blue chips e mi chiedevo, saranno plausibili default anche nel segmento blue chips oppure sapranno far fronte alle recessione? Mi domandavo allora se non fosse il caso di rivolgersi al segmento high dividend piuttosto che al defensive. O magari al growth, considerando tra questi anche i mega trend. Comunque meglio star lontano dai ciclici, in certi momenti. Va beh, vado a dare un’occhiata allo spread e poi dormo.

A volte anche volendo cercare di capire il misterioso mondo della finanza, la finanza stessa fa di tutto per essere poco comprensibile. Ecco allora che ho pensato, parola dopo parola, di spiegare con poche e semplici immagini o esempi, cosa significhino certe espressioni. Niente linguaggio per addetti, ma solo esemplificazioni.

Questa rubrica l’ho chiamata: IL PICCHIO PARLANTE!

Economia e finanza per tutti

Bene. Partiamo proprio dalle parole esposte qui sopra: sono riferite ai mercati azionari.

Sono già partito male. Sono partito dal presupposto che chiunque sappia cosa sono i mercati azionari. Ok semplifichiamo.

I MERCATI AZIONARI

Immaginate che sia sabato mattina e andate al mercato del paese o della città in cui vivete. Arrivate al mercato e notate immediatamente che il mercato è diviso in due settori. Da una parte trovate una serie di bancarelle sulle quali trovate in vendita delle quote societarie, ossia vi vendono la possibilità di diventare un socio dell’azienda proprietaria della bancarella. C’è per esempio la bancarella ENI, la bancarella INTESASANPAOLO, la bancarella ALLIANZ, la bancarella AMAZON e così via. Ma esistono tutte le bancarelle di tutte le aziende del mondo? No. Esistono le bancarelle solo delle aziende che hanno deciso di vendere una parte delle loro quote societarie, nel mercato. Non tutte le aziende/società lo vogliono fare o sono abbastanza importanti per farlo. In ogni bancarella vi vendono a un certo prezzo, la possibilità di diventare soci.

Alla bancarella però ci sono due file: una è quella di chi vuole comprare le quote per diventare socio, una è quella di chi, essendo già socio, vuole vendere le proprie quote. La gente nelle due file si parla continuamente per accordarsi sul prezzo di scambio delle quote. Benvenuti nelle bancarelle del Mercato Azionario: la Borsa, come comunemente viene detta.

Ah dimenticavo! Come ogni paese ha il suo mercato, magari legato al nome di un Santo, ogni Mercato Azionario ha anch’esso un nome. E ci sono un sacco di mercati grandi e di sotto mercati più piccoli con un sacco di aziende in vendita. A volte hanno anche nomi strani tipo DOW JONES oppure DAX o anche FTSE MIB. Tutti comunque o quasi, sono legati a una città, presso la quale hanno sede.

I MERCATI OBBLIGAZIONARI

A questo punto, visto che è passata solo mezza mattinata, decidete di fare un giro anche nell’altro settore del mercato, anch’esso formato da un sacco di bancarelle. In queste bancarelle vi chiedono dei soldi. Vi chiedono dei soldi e vi promettono che ve li restituiranno dopo un certo periodo di tempo. E per ringraziarvi di avere avuto fiducia nel prestargli dei soldi, i proprietari delle bancarelle, vi pagano degli interessi. Alcuni una volta all’anno, alcuni ogni sei mesi, altri addirittura ogni tre mesi. Le chiamano cedole. E il bello è che a seconda delle bancarelle dove andate, per ringraziarvi vi pagano cedole più alte o meno alte. Ma innegabilmente noterete che dove vi pagano cedole basse, i proprietari delle bancarelle sono vestiti molto bene, la bancarella è lussuosa e bellissima, di materiale pregiato e vi offrono un bel caffè mentre aspettate in fila. Dove invece vi pagano cedole più alte noterete che la bancarella è traballante e cigola un po’, i proprietari sono in canotta e ciabatte e soprattutto capita che dall’oggi al domani la bancarella…. sparisca!

Benvenuti nelle bancarelle dei Mercati Obbligazionari.

Bene. Spero con questi semplici esempi di avervi spiegato cosa sono i mercati azionari e i mercati obbligazionari. Da questi semplici esempi potremo poi andare avanti ed entrare in cose più complesse, ma sempre senza rinunciare all’esemplificazione.

Manca solo una cosa adesso. Spiegarvi i termini che avete letto all’inizio di queste righe.

Blue chips: sono così chiamate il ristretto numero di bancarelle più belle, di altissimo valore e con la valutazioni più stabili.

Default: è il caso in cui una bancarella del mercato obbligazionario, non riesca più a restituire il prestito che le avete concesso.

High dividend: sono le bancarelle che più, tra le altre, distribuiscono alti dividendi ai propri soci. Se comprerete quote di queste bancarelle, avrete buone probabilità, una volta all’anno, di incassare qualcosa di molto simile alle cedole.

Defensive o anticiclici: come dice la parola, sono le bancarelle che nei momenti di crisi, sanno ammortizzare meglio la perdita di valore della bancarella, perché rappresentano aziende che producono beni indispensabili, come ad esempio gli alimentari e i farmaceutici.

Growth: sono le bancarelle in fase di lancio, quelle che rappresentano aziende che si crede abbiano grandi potenziali di sviluppo, poi non sempre mantenuti.

Mega Trend: sono le bancarelle che da tempo relativamente breve nel mercato azionario, stanno facendosi notare, ma soprattutto che si faranno notare sempre più e per un lungo periodo di tempo. Sono le bancarelle delle aziende legate alla tecnologia d’avanguardia, alla gestione dei cambiamenti climatici, allo sfruttamento dell’energia a minor impatto ambientale, all’intelligenza artificiale ecc.ecc.

Ciclici: sono le bancarelle delle aziende che in fase di espansione economica crescono rapidamente e in fase di crisi, altrettanto rapidamente decrescono.

Spread: beh….per il mitico Spread ci vuole un “Picchio parlante!” solo per lui.

A presto!

Massimiliano Picchioni

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